Arte contemporanea e dolce vita a Firenze

Grande fermento al Forte Belvedere di Firenze che ha inaugurato la stagione estiva il 29 giugno con due mostre (aperte fino al 20 ottobre), quella nelle sale interne con le fotografie di Massimo Listri con A Perfect Day, e quella all’esterno con le sculture di Davide Rivalta con My land (presente anche nel quartiere di Sorgane con alcune installazioni), a conferma di come Forte Belvedere sia uno dei cuori pulsanti dell’arte contemporanea fiorentina, e perché no anche il punto di partenza per un piccolo giro di un angolo di Firenze meno inflazionato rispetto ai grandi classici come Lungarno e piazza della Signoria

Le due mostre sono un progetto in partnership con il Museo Novecento, sotto la direzione artistica di Sergio Risaliti e a cura di Saretto Cincinelli e Sergio Risaliti. La vocazione alla contemporaneità del Forte, manifestata già ai tempi dell’ormai storica personale di Henry Moore del 1972 non si arresta, dal 2013 il museo ha accolto oltre 700.000 visitatori per le mostre di Zhang Huan, Giuseppe Penone, Antony Gormley, Jan Fabre, YTALIA ed Eliseo Mattiacci, affermandosi come meta  per i turisti da tutto il mondo.

Massimo Listri è il fotografo fiorentino noto al mondo per la sua incessante ricerca dalla bellezza dell’architettura, immortalata  con poesia e grande bravura nei suoi scatti a cui fa il dono dell’eternità, come eterna è la bellezza dei luoghi che fotografa. Concettualità e poesia, un fuori tempo astratto per i luoghi della sua città: una galleria di vedute fiorentine, tutti interni, dove affianca luoghi della magnificenza fiorentina, a spazi industriali ottocenteschi, oltre a scatti inediti al Convento di San Marco, agli Uffizi, a Palazzo Vecchio e a San Lorenzo, immortalando le magnifiche architetture d’interno del rinascimento fiorentino. 

Di Davide Rivalta, bolognese classe 1974, sono esposte nel giardino panoramico 15 sculture di animali, elaborate da fotografie scattate negli zoo e nei parchi, dando loro una libertà, imponendo la loro presenza che si potrebbe definire selvatica e indomita. 

Come accennato prima, Forte Belvedere è anche un luogo incantevole, in cima ad un colle, gode di un cannocchiale da cui si può ammirare uno skyline mozzafiato e  in 15 minuti a piedi, si possono raggiungere tanti luoghi interessanti.
Ecco per voi lettori, qualche indirizzo da veri conoscitori della città vicino a Forte Belvedere.

DA VEDERE

Villa e Giardino Bardini fino al 22 settembre A passi di danza. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia. Dipinti, sculture e documenti fra i quali fotografie inedite ripercorrono il legame della fondatrice della danza moderna con l’Italia e l’influenza che ebbe nel contesto internazionale. Una speciale sezione dedicata alle grandi sculture e dipinti è invece allestita nel Museo Stefano Bardini. Consigliato anche per la vista pittoresca su Firenze.

Giardino di Boboli, alle spalle di palazzo Pitti, sito Unesco, vale sempre una passeggiata per ammirare quell’armonia perfetta di uno dei giardini all’italiana più belli al mondo creato dalla famiglia de’ Medici a metà del XVI secolo. Suggestiva la zona a terrazzamenti dove si trova il settecentesco padiglione del Kaffeehaus, raro esempio di architettura rococò in Toscana o l’incantevole limonaia costruita nel 1777.

Il Giardino delle rose di Firenze è uno dei più belli della città, situato sulla collina di San Miniato, gode di un panorama pittoresco. Rinomato per le 400 verità di rose, espone anche limoni, tillandsie e altre rarità botaniche per un totale di 1.200 tipologie di piante.

Ed è proprio dalle balconate di questo giardino che si vede Palazzo Vecchio e Santa Maria del Fiore nella cornice suggestiva di Partir, scultura – valigia di Jean Michel Folon che gioca con i piani prospettici creando una cornice speciale. 

Galleria Tornabuoni, tempio dell’arte moderna e contemporanea merita sempre una tappa. Fino al 23 novembre è in corso la mostra Arte moderna e contemporanea. Antologia scelta 2019.

Bottega di Abraham Clet, sticker urban artist bretone di fama internazionale che ha reinventato con ironia dissacrante i cartelli stradali. Nella sua bottega fiorentina vende le sue opere.

DOVE MANGIARE

Osteria Antica Mescita San Niccolò, indirizzo da intenditori nel quartiere San Niccolò, fra i più tipici della città. Menù toscano  molto semplice, ma autentico e un buon rapporto qualità-prezzo. Il ristorante è in parte ricavato da una cripta a volte risalente all’anno 1000. 

Zeb Gastronomia, sempre nel quartiere di San Niccolò, da gastronomia si è trasformato in  ristorante. Ci si siede intorno al banco centrale, come in un sushi bar, si mangia gomito a gomito scegliendo piatti casarecci toscani.

Enoteca Fuori Porta, piuttosto rinomata fra i fiorentini, ha una bellissima terrazza panoramica per un drink accompagnato dagli immancabili crostoni, oppure anche per una cena. Menu toscano. 

Negroni è il bar dove Mario Monicelli ha girato delle scene di Amici miei. Per i fiorentini è un luogo d’appuntamento per un aperitivo. Propongono anche un menu light di piatti cotti al vapore.

Il Gelato di Filo, sempre nel quartiere San Nicolò,per un buon gelato artigianale è questo il posto giusto.

Martina Grandori

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