ARIA

di <stefano Sannino e Ahsife Oscura

Introduzione all’Aria: l’Anima Mundi

L’anima del mondo è un termine filosofico utilizzato per indicare la vitalità della natura nella sua totalità, assimilata ad un unico organismo vivente: dal termine latino aer e dal greco antico aèr, l’Aria rappresenta il respiro dell’Universo e la sua anima; è un elemento purificatore ed è l’anello intermedio tra i due elementi Fuoco e Acqua.

Esistono varie suddivisioni degli Elementi: attivi/passivi e superiori/inferiori. Gli elementi superiori sono Aria e Fuoco in quanto considerati “sottili” e spirituali e per questo considerati perfetti ed agiscono sugli inferiori (Acqua e Terra) per innalzarne il potere. I quattro elementi non sono da considerare come gli elementi che comunemente conosciamo oggi bensì devono essere intesi come un commistione di anima spirituale e materiale, poiché la loro totalità proviene dal Caos originario.

Simbologia dell’Elemento

Gli Elementi – contenendo una matrice sia materiale che spirituale – sono in grado di dare vita sia agli esseri puri e sottili che agli elementi materiali, corporei all’esterno e spirituali all’interno; un esempio lo troviamo nei tre principi base della natura, ripresi poi dalle Scienze Alchemiche: sale, zolfo e mercurio. Da un punto di vista ermetico, infatti, l’Aria è associata al Mercurio androgino, emblema del sapere, della conoscenza e dell’intelletto, in quanto veicolo di collegamento fra cielo e terra, materia e spirito, corpo ed anima; il mercurio era assimilato anche all’etere filosofico, cioè la sostanza con cui si riteneva intessuta l’Anima del mondo che permeava l’intero Universo. L’Aria, in Alchimia, è un elemento maschile, attivo e leggero, ossia un elemento che opera su un oggetto per modificarlo: l’Aria infatti si trasforma in Fuoco, come la Terra in Acqua e l’Acqua in Aria. Questo descrive perfettamente la loro capacità di mutarsi l’uno nell’altro, intersecandosi a vicenda in una danza infinita. Composto da Caldo ed Umido, come visto nel precedente articolo, l’Aria è riconducibile all’Anima che – per gli alchimisti – è il legame che unisce il corpo (materia) e lo spirito.

Da un punto di vista geometrico, il simbolo dell’Aria è rappresentato da un triangolo equilatero con vertice verso l’alto sbarrato orizzontalmente, che esprime un arresto del moto ascensionale del Fuoco: è il punto di incontro tra il fisico e il metafisico, poiché invisibile ma indispensabile. Questo elemento, come punto cardinale, indica l’Est mentre, come stagione, indica la primavera: il vento trasporta lontano i semi della vita posandoli nella Terra affinché possano dolcemente risvegliarsi. Essendo un elemento associato alla direzione dell’Est, il suo rapporto simbolico con il sorgere del Sole ci rimanda ad un’immagine che raccoglie l’energia solare quale fonte di vita: alto e maestoso nel cielo, i suoi raggi penetrano la materia sopita e la incitano alla crescita. Ma come abbiamo visto nella sua simbologia alchemica, l’Aria Mercuriale – connessa al Sole ed all’Est – ci ricorda il suo grande legame con la conoscenza e la sapienza e questo può offrirci anche un’altra interpretazione.

L’Aria nei Tarocchi

Nel corso della Storia sono state molte le divinità legate all’Aria ed all’Est considerate “lucifere” cioè, letteralmente, “portatrici di luce” come ad esempio Diana Lucifera, così detta sia perché Dea della luce, sia perché preposta a dare la luce ai nuovi nati. È nella concezione di luce che, paradossalmente, ritroviamo la componente dell’Aria: il Sole, inteso come fonte di conoscenza, lo ritroviamo in più occasioni anche nelle lame dei tarocchi. La diciannovesima carta degli Arcani Maggiori dei tarocchi è infatti rappresentata da un Sole splendente che illumina tutto ciò che i suoi raggi incontrano, ma la carta che forse identifica in maniera più specifica l’accostamento della luce alle divinità lucifere è la nona: l’Eremita. Egli infatti brancola nel buio sorreggendo in una mano una lanterna che – con la sua fiamma – accompagna l’uomo lungo l’intricato percorso della sua vita, offrendogli la vista che, in questo caso, indica la capacità di conoscere il sentiero davanti a lui, offrendo la piena consapevolezza di avanzare ogni passo in sicurezza. Negli Arcani Minori dei tarocchi invece, l’Aria viene rievocata dal seme di Spade, accostato alla simbologia del fallo maschile (Seme di Bastoni) sulla vagina femminile (Seme di Coppe) che – come già anticipato – consolida la sua autorità sugli altri elementi. Il seme di Spade infatti è caratterizzato dall’azione, dal movimento e dalla volontà: l’azione del vento che semina la fertile terra, viene riconosciuta nell’Aria e nel suo seme.

L’Aria nella Filosofia e nella Religione

Fin dagli albori della Filosofia, quand’essa era indagine della physis e non speculazione meramente teoretica, gli elementi così come li stiamo descrivendo in questo ciclo di articoli, ricoprirono un ruolo fondamentale. L’Aria, come elemento legato alla respirazione ed alla vita, fu considerato elemento a fondamento di tutta l’esistenza sia animata che non animata, elemento che rientrò nella speculazione circa la ricerca del principio di tutte le cose e che prese il nome di ἀρχή. In particolare, nella speculazione di Anassimene di Mileto (585/580-528/524), studioso di fenomeni atmosferici e meteorologici, l’aria veniva fatta coincidere con lo pneuma, ovvero il soffio vitale primordiale che concede la vita a tutte le cose. In questo primo momento tuttavia, l’aria veniva ancora percepita come un elemento fisico, quasi materiale. Fu soltanto in seguito, nella storia della filosofia greca, che lo pneuma divenne “soffio vitale” e non più “aria che respiriamo”. Del pari, nella speculazione aristotelica abbiamo traccia del pneuma, come elemento vitale e portatore dell’intelletto, in quanto legato alla sfera divina e dunque superiore. Lo pneuma, per Aristotele, è legato all’etere e dunque non ha niente a che vedere con il mondo materiale ed elementale così come lo conosciamo noi. Questo presunto collegamento tra elemento Aria e Divinità, non è proprio solamente della speculazione aristotelica, ma anche delle grandi religioni monoteiste che, nell’antico Testamento, descrivono il processo di creazione come incentrato sull’esalazione da parte di Dio, di un soffio vitale, che ravviva la fredda materia dando vita dunque alla creazione. Se guardiamo la creazione della prima donna, Lilith, in alcuni testi apocrifi e nella tradizione giudea, Ella fu creata dal fango come Adamo, ma rimase corpo inanimato finché Dio non soffiò la vita dentro di lei. Solo a questo punto l’argilla prese vita. Abbiamo dunque ragione di credere che anche per la creazione di Adamo fu attuato lo stesso processo. L’aria è dunque tra gli elementi, quello più collegato alla sfera metafisica e divina, poiché là dove la Terra rappresenta il Mondo e dunque, cabalisticamente parlando Malkuth, l’Aria rappresenta ciò che va oltre i limiti imposti dall’esistenza finita. Se, come detto all’inizio di questo articolo, l’aria può corrispondere all’anima Mundi, allora è certamente l’elemento corrispondente alla Sephira di Yesod, così come anche al tunnel sephirotico che collega Yesod a Malkuth, sul quale regna il guardiano della soglia, Zazel. L’aria è dunque un elemento che connette il divino allumano, il terreno all’extra-terreno: elemento che vivifica e che dona la vita, è anche connesso alla creazione, all’intelletto ed alla volubilità.

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