Anche l’arte parla del Coronavirus

di Mattea Bonica

Speranza e ironia sono le due nuove parole che descrivono la street art in tempi di Coronavirus e lockdown.
Molteplici gli street artist che hanno iniziato a realizzare opere a tema, raccontando in modi diversi la pandemia e il suo impatto nelle vite delle persone.

Omaggi a medici, inviti a restare a casa e rappresentazioni ironiche per strappare almeno un sorriso sono i temi principali, ma non mancano anche critiche ai leader mondiali.

Tutto il mondo si è riempito di opere d’arte in strada, dalla Cina all’Europa e all’Africa. Vere e proprie campagne di sensibilizzazione e ricche di messaggi che i giovani cercano di diffondere attraverso un metodo innovativo. A Milano uno dei primi murales realizzato è stato il Bacio di Hayez, “L’amore ai tempi del co..vid19” con amuchina a portata di mano, firmato TvBoy. Opera che ha fatto molto discutere in quanto, pur avendola realizzata a Milano, nessuno ancora è riuscita a trovarla. Il noto writer italiano ha realizzato anche a Barcellona, seconda città di adozione, un murales significativo: La Gioconda in Mascherina.

A Padova invece, Alessio-B realizza un’infermiera vestita da Wonder Woman, indossando la mascherina con i colori dell’Italia, un chiarissimo omaggio alle infermiere che lottano quotidianamente in prima fila per salvare tante vite umane. Un’altra opera dello street artist Alessio-b rappresenta E.T. che invita la gente a retare a casa. A Roma diversi sono i murales realizzati, ma con temi cinematografici: uno dedicato all’attrice Anna Magnani realizzato dall’artista Harry Greb, con il titolo “Roma Città Aperta”, dove l’attrice ne era protagonista. Sempre a Roma, TvBoy realizza un’opera che omaggia il noto film con Haudrey Hepburn, “Vacanze Romane”, nella nota scena in Vespa: in questo caso, però, l’attrice tiene in mano un cartello con la scritta “Clear Air Now” e tutti e due gli attori indossano una mascherina.


Diversi invece gli artisti internazionali: Banksy, il più famoso, in Gran Bretagna rende omaggio a chi lotta contro il virus con l’opera “Game Changer” dove viene raffigurato un bambino con un cestino accanto pieno di pupazzi di super eroi conosciuti, ma gli unici con cui gioca è un nuovo super eroe: un’infermiera. L’opera viene accompagnata da un biglietto di ringraziamenti “Grazie per quello che voi tutti fate. Spero che questo illumini un po’ il posto, anche se è solo in bianco e nero.”
Pony Wave in California rappresenta l’amore ai tempi del Covid, a Theran viene omaggiato il medico, a Madrid la Madonna indossa una mascherina e tiene il coronavirus tra le mani, a Berlino Gollum del Signore degli Anelli, sussurra “Il mio tesoro” ad un rotolo di carta igienica, e così via per le strade del mondo.

Immagini significative e provocatorie di un periodo della nostra vita molto delicato, rappresentati in una galleria d’arte accessibile a tutti: la strada. Una mobilitazione artistica che ha cercato, nel suo piccolo di colorare le città del mondo, con un linguaggio terapeutico ed universale: l’arte.

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