Anarchia – La Notte del Giudizio

Dopo un periodo di lunga crisi degli Stati Uniti, dal 2017 vige “The Purge”, “la purificazione”. Il governo è quasi totalitario, i tassi di disoccupazione e povertà sono scesi quasi a zero e ogni anno gli americani si preparano al rito della purificazione: 12 ore nelle quali sarà tutto permesso e i servizi di polizia, vigili del fuoco e ospedali saranno chiusi. Dalle 19 di sera alle 7 del mattino il mondo sarà diviso in due. Chi si barrica in casa e si difende e chi uscirà armato di tutto punto (tutto tranne esplosivi, razzi e armi incendiarie) per uccidersi a vicenda o assaltare case meno protette.

Interessante scoprire alcune similitudini con reali riferimenti a sistemi in uso nel passato (anche se non pienamente spiegati) come la Krypteia greca, nella quale i giovani spartani avevano il permesso di uccidere in autunno e di notte qualsiasi ilota (popolazione sottomessa) avessero trovato per strada. Questo sistema barbaro aveva due scopi: il mantenimento della sottomissione degli iloti e l’addestramento sia a tecniche militari notturne dei giovani spartani che all’abitudine alle uccisioni.

In ogni caso la Purificazione del film ha un senso rituale in entrambi i film. Con la purificazione tutte le tensioni, i perbenismi e i meccanismi di autocontrollo che esistono durante l’anno vengono abbandonati. I macellatori possono diventare macellati anche se è chiaro che chi ne farà le spese saranno sempre i più indifesi, i senzatetto e chi non si può proteggere con case sufficientemente sicure.

Questo il quadro in cui si inseriscono il primo e secondo film.

1Consiglio personalmente di vederli entrambi perché il quadro degli avvenimenti è più completo. Chiaro è che il film è decisamente violento ed orientato ad un pubblico con stomaco forte, tanto che in alcuni casi sembra di assistere ad un film splatter. Il primo “episodio” è ambientato in una casa presa d’assalto. Il secondo, attualmente nelle sale, è ambientato nella città dove un gruppetto di persone mal assortite cercherà di sopravvivere a persecuzioni di supercattivi, venditori di corpi e occasionali punte di ilarità (come lo scontro finale nella casa dei milionari). Il supereroe della situazione è Leo Barnes (Frank Grillo già visto in Captain America, End of Watch, The Grey) ex poliziotto, che aiuterà suo malgrado i malcapitati e li porterà alla fine della notte (se tutti o no non ve lo dico).

2La trama è decisamente semplice anche se ricca di colpi di scena, quasi sempre incentrati su morti spettacolari e fughe incredibili. Siamo costantemente costretti a vivere tutto il film sul filo del rasoio in una situazione delirante che ha più a che fare con un incubo che con uno sviluppo lineare. La critica al sistema americano capitalista, ove il più ricco è anche il più forte e più cattivo, è sempre presente tanto da ricordare un interessantefilm dell’orrore del 1989, The Society. In quel film nelle scene finali, la festa di milionari americani, diveniva una specie di orgia dove i partecipanti si amalgamavano divenendo un enorme blob la cui unica volontà era annichilire i poveri ed ignari rappresentanti delle classi più povere della società com lavoratori in nero, senzatetto.

Unica nota dolente è l’inserimento di un sedicente gruppo di “libertari” nello svolgersi degli eventi. Questo gruppo che alla fine aiuterà i nostri spaesati protagonisti, assomiglia ad un mix tra le Pantere Nere di liberazione degli afroamericani e i combattenti di Che Guevara e cerca di dare una chiave di lettura ancora più integralista del film verso un sistema politico che non rispetta più la popolazione che lo sostiene. A mio parere questa ciliegina sulla torta ha rovinato dei buoni insight del film, trasformandosi in un bignè indigesto e talmente vecchio da divenire nocivo.

Francesco Bassino

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