AMADEUS, FOTTITENE!

di Stefano Bini

Seppur indirettamente, sono cresciuto televisivamente con Amadeus, tra un Festivalbar, Matricole & Meteore e i vari quiz. Non potete capire quanto mi dia fastidio veder umiliata la sua persona e il suo Festival di Sanremo da attacchi mirati, polemiche stupide e ciarpame mediatico senza senso.

Molti di voi penseranno che “le polemiche a Sanremo ci sono sempre state”, ma questa volta è diverso; finchè si parla di compensi, raccomandazioni, scoop e gossip, restiamo nell’ordinario, invece la situazione è attualmente in uno stato di cancrena. Il cambio di direzione a Rai1 e quindi l’arrivo dell’ottimo Stefano Coletta, l’ex direttore Teresa De Santis che non si presenta alla conferenza stampa per ripicca, dal settimo piano di Viale Mazzini tutto tace, le polemiche sulle battute sessiste, la politica che a destra e sinistra si divide sulla parola detta in più o in meno o sulla vexata quaestio “cantante fascista” o “trapper comunista”, la situazione sociale italiana, stanno rendendo questo Festival indigesto agli italiani ma soprattutto al povero Amadeus, al suo agente Lucio Presta e a tutto lo staff.

Conoscendo Lucio, ha le palle per affrontare la questione e dare non poca forza al suo assistito, il quale ha dimostrato di valere e di piacere tanto al pubblico. Stefano Coletta, neo direttore della prima rete, saprà darà il giusto apporto lavorativo e moderazione a tutto l’evento; lo conosco piuttosto bene, non gli piacciono le situazioni in caciara, la sua professionalità lo precedere e viene da una rete elegante e ben costruita come Rai3. La sua Rai3, che tanto si è evoluta e trasformata negli ultimi anni. Dal conduttore al management, dalla direzione alle co-conduttrici, finanche agli ospiti fissi (e non) e ai cantanti, questo Festival di Sanremo ha le carte in regola per essere uno spettacolo gradevole, pieno di humor, moralmente giusto e, in onda, refrattario alle polemiche.

Amadeus è un grande showman, un numero uno che conosce la musica come i tempi televisivi; politica e finti giornalisti ne stiano alla larga, valgono troppo poco per un tanto come Amedeo.

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