ALLA SCOPERTA DEI TAROCCHI: LA CARTA DEL BAGATTO

di Stefano Sannino e Ahsife Oscura

Il più antico mazzo di carte giunto fino a noi risale alla Venezia del XIV secolo ed era composto da 78 carte suddivise in una prima categoria di 22 tarocchi (Arcani Maggiori) e quattro serie di carte divise per semi (Coppe, Spade, Bastoni e Denari). In questo ciclo di articoli alla scoperta dei misteri dei tarocchi, si esaminerà il profondo simbolismo degli Arcani Maggiori, dalla prima carta del mazzo, il Bagatto, alla carta zero, il Matto – che chiuderà il cerchio delle 22 lame.

Il Bagatto, anche chiamato Mago, può essere definito come principio di iniziativa e rappresenta – così come essere la carta di apertura del mazzo – ogni principio di attività. Nell’Universo questo principio viene accostato alla figura di Dio, concepito come il grande ispiratore di ogni cosa che avviene nel Cosmo; nell’essere umano invece, tale principio è rappresentato dall’iniziativa individuale e dalla propria forza di volontà. Il principio di auto-creazione viene mostrato attraverso l’aspetto giovane ed agile del Bagatto, incapace di restare fermo; è l’Io chiamato a creare la propria personalità, poiché l’individuo ha il compito di “partorire” se stesso.

Nel Bagatto vi è un forte collegamento al ciclo degli Elementi affrontato negli scorsi articoli e questo lo si deve agli oggetti che porta in mano ed il loro significato simbolico che ne narrano la storia: è la prova degli Elementi a conferirgli questi strumenti mistici, ottenendo il Denaro per aver vinto sulla Terra, cioè il punto solido e concreto su cui agisce; la Spada che gli conferisce il potere della Parola attraverso l’Aria che tutto permea; la Saggezza è ottenuta bevendo dalla Coppa dell’Acqua; ed infine ottiene il Bastone del Fuoco rappresentato dallo scettro del Re, che gli consente di regnare mediante la sua Volontà.

Il Bagatto rappresenta il punto di partenza, la Causa Prima nonché l’influenza mercuriana che gli conferisce la destrezza, l’abilità, la finezza diplomatica e l’eloquenza, rendendolo dunque un abile persuasore capace – con le sue doti di illusionista – di suggestionare e persuadere con intrigante abilità coloro con cui si scontra. Come ogni carta però, i tarocchi raccontano anche il rovescio della medaglia, la parte più oscura e negativa celata nella simbologia degli Arcani. Il Bagatto, infatti, per le sue doti innate può essere considerato alle stregua di un arrivista che mira a sfruttare l’ingenuità delle persone che lo circondano senza alcuno scrupolo, truffando i deboli di cuore con la sua parlantina ed i suoi modi raffinati.

Il Bagatto/Mago può essere considerato il primo Iniziato, colui che – insaziabile di Conoscenza – non deve dipendere da nessuno: a lui non interessa un sapere preso in prestito, egli desidera esplorare velocemente tutte le sue possibilità. Senza questo tipo di iniziativa intellettuale, a nessuno è permesso accostarsi alla porta della Sapienza, ove è necessario osare bussare con ferma volontà affinché si venga ammessi nel silenzio. Da un punto di vista più ermetico, il Bagatto è la perfetta incarnazione dell’Alchimista deciso ad intraprendere la Grande Opera: colui che mescola le sostanze finché i suoi esperimenti non gli offriranno i risultati che desidera.

 

Da un punto di vista grafico, quindi della rappresentazione, in alcuni mazzi di tarocchi – in particolar modo nei marsigliesi – la figura del Bagatto è confondibile con quella del giullare, per il suo bizzarro abbigliamento colorato e variopinto. Eppure, proprio questi colori da cui è caratterizzato nella sua rappresentazione iconografica, sono quei colori che più di tutti nell’esoterismo rimandano alla forza di volontà ed alla potenza creatrice e di rinnovamento. Non solo però, perché – come detto già in precedenza – il Bagatto come arcano è anche connesso a Dio, in quanto proprio sul tavolo di fronte ad Egli vi sono i semi degli arcani minori, che in un certo filone di interpretazione corrispondono alle lettere del Tetragramma che compone il nome YHWH, il quale più di ogni altro è capace di creare attraverso la sua sola pronuncia, attraverso la sua essenza più profonda.

Se da un lato dunque questo arcano rappresenta la forza di Volontà che concede nuovi inizi e la saggezza più vera, attraverso anche il potere creatore, dall’altro secondo O. Wirth, esso possiede una simbologia massonica ben precisa, esattamente come ogni altro arcano maggiore. Il Bagatto per Wirth è il profano ritenuto degno dell’iniziazione massonica, l’iniziato che si appresta a conoscere i segreti del rituale e dell’Universo tutto, attraverso l’acquisizione di quel dominio interiore ed esteriore che deriva propria dalla volontà e dalla capacità che l’iniziato ha di “riordinare” il cosmo, in una sorta di funzione demiurgica.

Non a caso dunque questo è l’arcano numero 1, simbolo per eccellenza dei nuovi inizi, della necessità di rigenerarsi e della capacità tipicamente umana di aspirare alla saggezza più profonda attraverso il dominio delle proprie passioni.

 

 

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