A scuola con la borraccia. Meno plastica, la natura ringrazia

di Martina Grandori

Ogni tanto anche le tendenze della moda possono avere un che di molto sensato e utile. Utile al pianeta che ha bisogno di piccoli gesti per la sua salvaguardia. Stiamo parlando della borraccia, quella bottiglietta di alluminio quasi sempre da 500 ml che una volta era sinonimo di pique-nique; di gita in bicicletta, di scampagnata e che oggi è il simbolo più fashion consciuos del bere eco-friendly.

Mi scuso per questa raffica di inglesismi, l’italiano è una lingua ricchissima di vocaboli e sinonimi, ma in questo frangente, un frangente con passaporto internazionale, c’è bisogno di usare parole virali. Perchè è ormai assodato che se le bottiglie di plastica sono assolutamente da evitare, ma che per il benessere di tutti dobbiamo bere, è altrettanto vero che bisogna equipaggiarsi con delle borracce.

Ovviamente Greta Thunberg si è fatta vedere con la sua, una HoneyHolly (su Amazon da 14.77 €), termica, in acciaio, con cannuccia incorporata nel tappo e possibilità di agganciarla ovunque, così non si consumano bottiglie e bicchieri in plastica. Un gesto quotidiano di sostenibilità semplice, non complicato da mettere in atto e che piace tantissimo ai ragazzi.

E i sindaci di molti Comuni hanno così deciso di donare a tutti i piccoli cittadini che frequentano le scuole primarie e secondarie di primo grado delle borracce in acciaio per combattere e ridurre la plastica usa e getta. Un’iniziativa importante per sensibilizzare in maniera concreta i cittadini di domani, per insegnare a tutte le famiglie sempre più trafelate, sempre un po’ distratte dalle mille faccende quotidiane che un mini gesto – ovvero riempire una borraccia la mattina prima di uscire di casa – può nel suo piccolo diminuire il consumo di plastica.

Se dal 2021 saranno vietate le plastiche monouso (forchette, piatti, bicchieri, contenitori per alimenti…) che costituiscono l’80% dei rifiuti marini, pari a 310 milioni di tonnellate annue, questo progetto di introduzione della borraccia come “migliore amico della giornata” ha un grande senso. Un progetto pedagogico che tutela la salute – tutti sappiamo quanto importante sia bere durante la giornata – e un input per salvaguardare il Pianeta.Tutto questo succede anche nella super sprint Milano post Expo, con il sindaco Beppe Sala che, insieme a molti altri sindaci in tutta Italia, ha prontamente distribuito a settembre bottigliette in alluminio in tutte le scuole, comprese quelle private.

Peccato però che molti esemplari siano difettosi, che non si chiudano per nulla in maniera ermetica e così le cartelle si allagano. Parola di mamma, la sottoscritta che sta scrivendo l’articolo. Colei che prima si è data della minus distratta che chiudeva male la borraccia di sua figlia. Poi alla terza volta che accadeva la stessa cosa, parlando con altre mamme, ha constatato la qualità mediocre del prodotto distribuito gratuitamente dal Comune di Milano.

Ma non ho voluto assolutamente mortificare l’oggetto in se stesso, mia figlia di 7 anni era così felice ed orgogliosa di questa nuova routine che non mi sembrava il caso. È il caso di prendere spunto dall’entusiasmo dei bambini, per loro questa borraccia è un modo di partecipare alla realizzazione di un sogno, dando un buon esempio in prima persona. Alla fine basta poco per iniziare a fare qualcosa.

Il prossimo step è tornare al porta schiscetta, quella scatola riutilizzabile in cui fino a non troppo tempo fa i lavoratori mettevano dentro il loro pranzo. Oggi nei bar e nelle mense è ancora uno spreco di plastiche. Riflettiamoci. Diamo anche noi adulti il buon esempio e forse qualcosa pian piano cambierà.

Facciamolo senza fanatismi alla Greta Thunberg, per far proprie le buone abitudini ci vuole tempo. Ma poi i risultati arrivano.

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