A PONTIDA SFILA LA LEGA 2.0

Salvini ha trasformato in breve tempo un partito destinato a uscire dal Parlamento nel movimento più seguito d’Italia.

Sono lontani i tempi di Bossi, degli slogan anti meridionali e della famigerata secessione. Oggi la Lega non è più Lega Nord. Non ha più ideali separatisti. Ampia le sue vedute. Arriva al sud e porta l’attuale leader in una piazza siciliana, osannato dalla folla, a chiedere l’appoggio per un candidato sindaco leghista. Immagini impensabili fino a poco tempo fa. Il miracolo salviviano è servito sui prati verdi di Pontida, dove a sfilare sono apparse rappresentanze e stand di prodotti tipici di tutta Italia.

Lo avreste mai detto, tre anni fa, di vedere un gazebo di prodotti tipici calabresi a Pontida, durante il raduno della Lega?

 

Sui social, i partecipanti si taggano sul “ Sacro suolo di Pontida “, sul cui palco, Salvini avvia il comizio con qualche sfumatura berlusconiana.

Invita il popolo verde a evitare l’odio perché “La vita è troppo breve. Lasciamo che siano gli altri ad odiare e rosicare. Noi abbiamo tempo solo per costruire”.

 

È convinto di governare per i prossimi 30 anni, di trasformare l’Italia in un “ Paese orgoglioso e fondato sulle autonomie “. Rinnova l’impegno contro la Legge Fornero ( “ ingiusta, disumana e profondamente sbagliata “ ), si immedesima in un visionario quando pensa a un Europa come comunità di popoli, “ una Lega delle leghe che mette insieme tutti i movimenti liberi e sovrani “. Torna agli interni, Salvini, e avvisa la criminalità organizzata. Per loro, “Come per i trafficanti di esseri umani, da Pontida anche per i mafiosi e i camorristi arriva l’avviso: è finita la pacchia. Via dalla Sicilia e dalla Lombardia”.

 

Un fiume in pena, Salvini, con le spalle forte e un seguito pronto a incitarlo e a supportarlo nella regata. Ringrazia il passato ( “Non smetterò mai di ringraziare chi mi ha dato la voglia, la passione le idee e il coraggio per cominciare. Si chiamano anzitutto Umberto Bossi e Roberto Maroni” ) e ribadisce ulteriormente la chiusura dei porti italiani per quel organizzazioni che, “ trafficano esseri umani, per loro i porti sono e resteranno chiusi. Oggi c’è una terza nave che prenderà la via di un altro Paese e ce ne saranno anche una quarta una quinta e così via”.

 

Con lui, lo zoccolo duro della sua Lega 2.0, primi fra tutti Giorgetti che incalza il momento della Lega rapportandolo a un ciclo storico della politica nazionale che porterà a “ cambiare la storia d’Italia e d’Europa”.

SUi prati verdi di Pontida c’è entusiasmo, sintonia e coinvolgimento con le parole dei leader leghisti. Un’atmosfera nuova rispetto all’ultima volta in cui la Lega al Governo si è radunata nella località bergamasca. A quei tempi, l’era bossiana stava tramontando. Si raccoglievano firme per spostare Ministeri al Nord. Oggi, Salvini, si sente leader naturale del centrodestra. E probabilmente lo è. Forte di una cavalcata impressionante fatta sul territorio, in mezzo alla gente, ai militanti. Con la politica a stretto legame con le comunità. Ha tolto il Nord dal simbolo per impiantare le sue bandiere al Sud. E il risultato è un secco testa a testa con il Movimento 5 Stelle. Dove a dividerli è un misero 0,1 % secondo gli ultimi sondaggi.

Francesco Manfredi,
Redazione Milano

 

Appuntamento, quindi, per il prossimo raduno. Fra un anno, molte cose saranno state fatte. E altre, magari, non fatte. Ai sondaggi, l’ardua e futura sentenza.

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